Putin, Trump e Xi

Tre leoni, tre serpenti o tre burattini?

In ordine alfabetico nel titolo, sono i protagonisti della scena mondiale, con o senza merito che sia.

Putin

Incarna quel potere imperiale che credevamo non dovesse più esistere. Tutto sta a capire fin dove voglia arrivare: ricostituire l’impero riprendendo i territori perduti rispetto all’Impero dello Zar, ma fin dove? L’Ucraina? La Moldova? La Lituania, la Lettonia e l’Estonia? La Georgia, l’Armenia e l’Azerbaigian? La Polonia? La Finlandia? La Romania e la Bulgaria? Il Kazakistan, il Turkmenistan, il Tagikistan, l’Uzbekistan e il Kirghizistan? La Mongolia? La Manciuria? L’Alaska? Sono tutti stati indipendenti, diciotto, salvo la Manciuria, che fa parte della Cina, e l’Alaska, che è il 49° stato degli USA. E spero di non averne dimenticato qualcuno.
Sembra una barzelletta, ma cosa ne pensa l’attuale dirigenza russa? E cosa ne pensano i Russi in generale? Sono proprio loro che possono determinare l’esplosione dell’attuale Federazione, ma è difficile pronosticare se e quando ciò possa accadere.
Intanto, qui da noi ci sono dei filorussi, e non riesco a capire perché ce ne siano. Nostalgici del comunismo sovietico? Una manciata, forse. L’immagine del regime forte e duro? Non è il solo, purtroppo: perché proprio quello? Perché ha tante atomiche? Forse, semplicemente, perché il nemico del mio nemico è mio amico.
E noi, cosa dobbiamo fare? Lavorare per l’indipendenza energetica; armarsi contro la guerra ibrida; appoggiare i movimenti di opposizione.

Trump

Incarna il cowboy che spara agli indiani armati di arco e frecce. La ricchezza e la potenza degli USA sono solide perché vengono da lontano, da oltre due secoli di progressiva modernità; lui rischia di dissiparle, lasciando il potere vero a un’oligarchia tecnologica che non pensa più soltanto ad arricchirsi, ma ha anche incominciato a volere il dominio sul mondo.
Si pensava che la società americana avesse sempre un fondo di violenza, ma non avevamo ancora visto le dimensioni che questa violenza avrebbe assunto con il biondo alla Casa Bianca. Non c’è giorno in cui le pagine dei giornali di tutto il Mondo non riportino notizia di atti di violenza di ogni tipo: violenza giovanile, vilenza contro le donne, violenza su ogni tipo di minoranza, violenza da parte di corpi di polizia, violenza incoraggiata dalle istituzioni, ministeri tenuti da persone alle quali la violenza non dispiace.
Può esplodere? Sta già esplodendo, e non sappiamo dove l’esplosione ci porterà. E intanto, già oggi, l’America che ammiravamo non esiste più.
E noi, cosa dobbiamo fare? Fare tutto ciò che è necessario per affrancarsi dagli USA: dare regole a tutto ciò che non ne ha; rinnovare le regole che mostrano delle crepe; salvaguardare indipendenza e democrazia; usare fermezza ogni volta che è necessario.

Xi

Incarna la sfinge che aspetta di veder passare i cadaveri dei suoi nemici. Difficile dire se ciò avverrà; intanto ha dalla sua il fatto di essere il più giovane dei tre, anche se non sembra.
Ora, la Cina ha perduto buona parte della spinta che la ricchezza del Paese, non dei Cinesi, ha avuto negli anni successivi al 1980 circa e fino al 2020 circa e, nonostante le discrepanze, oggi, la Cina appare dall’esterno come un gigante pacifico, che vuol pensare ai suoi affari; se poi questi affari siano tutti puliti non è dato di saperlo, ma eventualmente Xi potrebbe sempre appellarsi al “mal comune mezzo gaudio”, perché non si sa chi, oggi, potrebbe vantarsi della completa pulizia dei suoi affari.
Il risultato, fin qui, è che la Cina è diventata l’officina del Mondo, e con la rincorsa alle rinnovabili lo potrebbe diventare ancora di più. Già oggi, ogni tipo di componentistica è prevalentemente di produzione cinese e chi pensasse di far da solo, vedrebbe cadere le proprie illusioni: con la Cina ci sarà da fare i conti nei prossimi decenni, e potrebbero essere molti.
Può esplodere? Sì, basta che i Cinesi si stanchino di provvedere alla ricchezza altrui. E noi, cosa dobbiamo fare? Per il momento, modificare il nostro modo di lavorare per utilizzare al meglio le sinergie con la Cina; in seguito, per affrancarsi, ricerca, ricerca e ricerca.

Leone

Poi, c’è il Leone vero, il 14°. Che lo si lasci lavorare in pace, e che la salute sia con lui.

Post Correlati