Esami

Si discute sull’esame di stato

Ora si dà il caso di studenti che, arrivati all’esame di stato che deve conferire un diploma, rifiutano la prova orale: il ministro reagisce promettendo bocciature per i reprobi. Che dire?

Credo che venga trascurata una cosa molto importante: questo esame rappresenta la porta d’ingresso al mondo del lavoro o all’università. Il diplomato che vuole andare a lavorare come perito ha il dovere di mostrare la propria preparazione, perché dal suo lavoro potrebbe dipendere la sicurezza non solo sua, ma anche di altre persone. Guai, quindi, a permettere a studenti impreparati di accedere a mestieri e professioni e di costituire, con questo, un rischio per sé e per altri.

Per quanto concerne l’ingresso agli studi superiori, sarà bene che lo studente capisca subito che all’università non si misura l’impegno, lo sforzo, la buona volontà: all’università si misura il risultato, si valuta quel che lo studente ha imparato e se è pronto ad affrontare gli impegni successivi fino allo svolgimento di una professione che potrà incidere non solo sulla sua riuscita personale, ma anche sul buon esito di tante altre cose: uno studio professionale, un’azienda, un’ente che cura la sicurezza o la sostenibilità.

Non pensate solo a un chirurgo, o a un ingegnere: pensate anche a un insegnante che deve non solo trasmettere nozioni, ma anche insegnare a confrontare idee e a scegliere comportamenti. Forse, oggi è proprio questo il vero problema, e non c’è da stupirsene: è perfettamente logico che gli insegnanti si sentano delusi, negletti e contestati non solo dagli studenti, ma anche da molti altri; questo può indurli a ridurre il loro impegno a quello che nell’accezione comune è il loro lavoro.

E allora, da tutto questo è facile trarre delle conclusioni: l’esame va profondamente riformato in funzione delle sue finalità attualizzate. Niente più beneficiate in stile liberi tutti, ma neppure il terrorismo del ministro. Competenza, maturità, capacità di ragionare: sono questi i criteri e tutto sta a scegliere per ogni scuola il metodo giusto per misurarli.

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