Tre atti di Massimo Valori
Al teatro Ildefonso Nieri di Ponte a Moriano, il 20 Giugno abbiamo assistito a una gradevole commedia brillante in vernacolo lucchese, anche se non so se il termine vernacolo sia quello giusto.
La vicenda si svolge in un agriturismo toscano appena aperto, destinato ad accogliere turisti “di fora”, gestito da Carlo, da sua moglie e da sua cognata, sempre pronti a beccarsi tra loro. Tra gli ospiti primeggia la signora Luigina, inconsolabile single rimasta sola per motivi assurdi, che l’hanno privata di un numero spropositato di pretendenti. Poi, ne arrivano altri e le loro vicende si incrociano in un vortice di pretese ed equivoci.
Anche in fatto di interpreti, primeggia Claudia Fambrini nel ruolo della signora Luigina, e anche Samuele Tognarelli nel ruolo di un piccolo imbroglione che cerca di approfittare degli altri personaggi. Ma gli interpreti sono tutti bravi e adatti ai ruoli, anche se qualcuno appare troppo giovane (Pompilio, pretendente di Luigina) o troppo maturo (Roberta, figliastra dell’imbroglione).
Peccato solo che sulle scomode poltroncine del teatro Nieri si siano dovuti passare circa 150′, tanta è stata la durata dello spettacolo.




