Nozze

Giorgia e Matteo si sono sposati

L’evento si è consumato il 30 Maggio di questo 2026 a Mesagne, e merita di essere descritto e ricordato in 5+1 capitoli.

1. Mesagne

Giorgia è nata qui, il 30 Agosto 1985, e qui lei e Matteo hanno deciso di celebrare il loro matrimonio.

Mesagne è una città salentina di 25000 abitanti, che ha una storia molto antica. Il suo centro storico, dalla singolare forma a cuore, vede mescolati edifici medievali anche di foggia orientale, e altri barocchi, stile prevalente nelle chiese, sulla scia di Lecce. Subito fuori dal centro storico c’è un bel parco, popolato da bambini e anziani, i primi intenti ai giochi più diversi, i secondi a cercare di vincere la solitudine. 

La chiesa dove si è celebrato il matrimonio è la Chiesa Matrice, la più importante della città. Oltre alle chiese, meritano menzione almeno il castello svevo, con il museo archeologico, e la porta maggiore. I reperti archeologici datano da ben prima della conquista romana, fino al paleolitico superiore, con importanti testimonianze messapiche. Nel complesso, è una città molto gradevole.

2. Ristoranti

E qui devo citare i ristoranti dove abbiamo mangiato, quelli che mi ricordo, Pierangela ed io, quando eravamo da soli. 1) Osteria del Leone, buono, fedele alla tradizione locale, con orecchiette al ragù di cavallo e scarpetta obbligatoria; 2) Red Pub, più per bere che per mangiare, ma non disprezzabile; 3) Il Gusto della Semplicità, con un ambiente molto carino, classico: sembra una vecchia cantina, o una stalla.

3. Aperitivo

La sera di Venerdì 29 Giorgia e Matteo hanno accolto buona parte dei loro invitati per un aperitivo con ricco buffet. Ci siamo dunque ritrovati in un locale sul mare nei pressi di Brindisi e abbiamo incominciato l’anteprima della festa. Alcune signore già sfoggiavano delle pregevoli toilette che anticipavano quelle del giorno seguente. È stata una bella serata, con Paolo seduto a capotavola a consumare un pasto consono alla sua età e tutti gli altri a gozzovigliare allegramente. Le bevande offerte erano esclusivamente aperitivi, e Piera ed io ci siamo fermati al prosecco: se ci avessimo pensato un po’ di più, magari avremmo bevuto caipirinha.

4. Cerimonia

Alle ore 16 del Sabato, ci siamo ritrovati sul sagrato della Chiesa Matrice addobbata di fiori bianchi e ha preso il via la parte essenziale della celebrazione: dopo i saluti, per primo c’è stato l’ingresso di Matteo accompagnato all’altare da una Pierangela in grande spolvero e molto emozionata, poi l’ingresso di Delia e Paolo compitissimi nel loro ruolo, e finalmente quello della sposa, elegantissima nell’abito con accenno di strascico, al braccio di suo fratello Angelo. Sotto la guida di don Gianluca, un sacerdote giovane e simpatico, Valerio, Sara, Vincenza e Valentina costituivano lo schieramento dei testimoni, mentre Araya si è impegnata nelle letture bibliche, tra cui la parte finale del discorso della montagna, per le lacrime di Pierangela. Poi c’è stato il clou della cerimonia, con le fedi recate da Delia ed Elena e Matteo che sembrava più emozionato di Giorgia; ma forse questa è solo una mia impressione. Terminata la celebrazione eucaristica, il sacerdote ha dato lettura degli articoli del codice civile sul matrimonio e sono state apposte le firme sul registro per la trascrizione. Chissà come ha firmato Giorgia: Amelia? Giorgia? Amelia Giorgia? Van tutte bene. Dopo le foto di rito da parte di una fotografa un po’ megalomane, Giorgia e Matteo hanno compiuto la rituale passeggiata d’uscita per riscuotere applausi e lancio di riso: una passeggiata un po’ troppo veloce, a mio modo di vedere. Ancora foto, e poi ci siamo avviati tutti alla masseria Vecchia Lamia per il ricevimento.

5. Ricevimento

E’ un bel posto, la masseria, sulla strada per San Vito dei Normanni; ha un bel ristorante e un parco magnifico, con olivi centenari. La prima parte, con aperitivo e grigliata, si è svolta all’aperto, sotto i gazebo del parco, aspettando gli sposi, andati a farsi fotografare altrove. E fin qui, i bambini, compresi quelli più grandi, tra cui Achille, erano con noi e facevano allegria; poi, sono stati separati dagli adulti e curati dalle tate in locali separati. Gli sposi sono arrivati in bicicletta, con Matteo pedalante e Giorgia passeggera; ci siamo allora trasferiti all’interno ed è incominciato il lauto banchetto, fatto di antipasti a buffet, cavatelli e risotto, per finire con un’ottima ombrina. L’accompagnamento musicale era quello di un gruppo di tre elementi (chitarra, tastiere e batteria), che invitava a ballare, e i più scatenati erano proprio gli sposi: le foto relative sono tutte mosse. Poi, di nuovo fuori nel parco, per il taglio della torta, il buffet dei dolci e il brindisi finale.

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