Ma che cavolo…

un po’ di Pensieri in libertà

Chissà se qualcuno (ma che sia affidabile) ha compilato e tiene aggiornato l’elenco delle guerre in corso nel pianeta, magari suddividendo secondo la tipologia di guerra, i suoi attori e le sue caratteristiche. I dati principali da conoscere potrebbero essere le popolazioni civili coinvolte, le numerosità degli eserciti, il tipo di armamenti, la provenienza e l’entità dei finanziamenti e, soprattutto, chi ci guadagna. Da chiedere a Emergency.

L’aggredito non può vincere, perché non ne ha la forza; l’aggressore non può perdere, perché sarebbe la sua fine. Ma se la guerra finisse, e i reduci tornassero a casa, cosa accadrebbe? La Russia non sarebbe in grado di sostituire l’economia di guerra con quella di pace: potrebbe solo spremere come mai le risorse del proprio, immenso, territorio. Putin si è condannato alla guerra infinita, e se non sarà una guerra fuori dai confini della Russia, sarà una guerra interna, come quella in Cecenia.

Lo stato palestinese non ha ragionevoli speranze di poter nascere concretamente, perché tutto il suo possibile territorio è sotto occupazione. D’altra parte, come già scrissi (https://www.logos52.it/emeros52/pace-e-guerra/), i coloni israeliani stanziati in Cisgiordania mai accetterebbero di essere sottoposti alla legislazione di uno stato palestinese. Perciò, anche se l’occupazione militare terminasse, rimarrebbe quella di fatto a opera di coloni aggressivi.

Il Venezuela diventa una colonia degli Stati Uniti, e rimane solo da vedere se lo sarà solo di fatto, con lo sfruttamento economico o anche, per così dire, di diritto: il colonialismo di fatto, come espressione di una dominazione economica, non è mai terminato, soprattutto in Africa; ora ci sarà da vedere se accanto al colonialismo economico, avrà una ripresa anche quello politico a opera delle attuali potenze imperiali.

Netanyahu pensa prima di tutto a sé medesimo e ai propri problemi con la giustizia israeliana, e per questo ha bisogno della guerra e non ha alcun interesse a risolvere i problemi. Quindi, la guerra continuerà fino a quando Bibi rimarrà premier, e solo il popolo d’Israele può interrompere l’idillio del leader con il potere.

Ricordo, tanto tempo fa, un articolo di un giornale italiano in cui si diceva che i Palestinesi di Cisgiordania avevano tutto l’interesse a costruir bene le case dei coloni perché poi sarebbero stati essi stessi a servirsene, un giorno. Questa tesi è miseramente naufragata: chissà cosa ne pensa ora l’articolista.

D’altra parte, come già si diceva (https://www.logos52.it/emeros52/buon-medioevo-a-tutti/), il destino dell’Ucraina potrebbe essere proprio quello: essere contemporaneamente provincia dell’impero russo e colonia dell’impero americano. E non sarà certo l’Europa a poterla salvare, né la Cina a volerla salvare. Dopodiché, dovremo vedere se e in che forma l’Europa seguirà la sorte dell’Ucraina, se con il ripristino di sfere d’influenza, o con altro.

Una forma di dominio di Stati Uniti e Russia sull’Europa potrebbe essere quello di un dominio politico della Russia e un dominio economico degli Stati Uniti, in basi ai quali sarebbe la Russia a governare e gli Stati uniti a spremere risorse e lavoro dei territori e dei popoli europei. Cosa possiamo contrapporre? Un sovranismo paneuropeo? Sarebbe un ossimoro, una contradictio in terminis.

Mentre c’è chi dice che l’economia mondiale si regge sull’ottusità del consumatore (se predominasse il buon gusto, tutto sarebbe sovvertito), io credo che l’elemento decisivo sia il superfluo: se il superfluo venisse abolito, il sistema economico perderebbe molto, ma detta abolizione richiede una maturità che appare lontanissima.

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