Film di Paolo Sorrentino
Il nuovo film di Paolo Sorrentino, peraltro già premiato a Venezia, conferma che questo regista sa fare cinema di altissima qualità. La presenza di Toni Servillo in qualità di protagonista aggiunge le qualità professionali e umane di un grande attore.
Mariano de Santis è un presidente della repubblica che, pur avendo proprie convinzioni assolute, è amato da tutto un popolo. Giunto alla fine del proprio mandato, tre questioni lo angustiano: la legge sull’eutanasia (firmarla o non filmarla?), due provvedimenti di grazia da concedere o non concedere, il dubbio sul tradimento delle propria amatissima moglie, ormai scomparsa. Al momento dei saluti, e in assenza delle figlia che è sempre stata la consigliera più ascoltata, matura la convinzione che ha sbagliato qualcosa nella propria impostazione e che la vera “grazia” stia nel coraggio di prendere decisioni al di là dei propri dubbi, senza cercare la certezza assoluta. Agirà di conseguenza. Vorrebbe la certezza assoluta sul tradimento dell’amata moglie, ma quella non l’avrà: dovrà invece aggiungere ai dubbi che ha già un’ulteriore ipotesi imprevista.
Ci sono altri aspetti che meritano attenzione: i rapporti del presidente con la figlia, quelli con l’amica Coco, quelli con il colonnello dei Corazzieri, ma dilungarsi non paga, è meglio andare a vedere il film.
Rimane da dire qualcosa sul modo adottato da Sorrentino per tenere la macchina da presa che, senza arrivare né a Michelangelo Antonioni, né a Stanley Kubrik dai quali trae ispirazione, riesce comunque ad affascinare.






