A giro per i colli dell’alta Maremma
La Costa degli Etruschi è l’area formata dalla costa toscana tra Livorno, escluso il territorio del comune capoluogo, e Piombino. Ne fanno pure parte le colline che degradano sulla costa. Fino a un secolo fa, quest’area faceva interamente parte della provincia di Pisa; fu durante il ventennio che, sotto la spinta del gerarca Costanzo Ciano, i comuni sul mare entrarono a far parte della provincia di Livorno, mentre quelli collinari rimasero nella provincia di Pisa. Oggi, la Costa degli Etruschi è formata da quindici comuni, di cui sei in provincia di Pisa e nove in provincia di Livorno.
Gran parte della costa è fatta di spiagge, cui si aggiungono pinete, dune, tomboli, ma anche, alle due estremità, scogliere e calette; a essi si aggiungono colline coperte di macchia mediterranea, campagna coltivata, vigne, uliveti e file di cipressi. E’ tutta punteggiata da centri abitati, tra cui molti borghi antichi, anche racchiusi da mura, fatti di strade e piazze lastricate in pietra. In molti casi, l’origine di questi borghi risale a epoche molto antiche, e ne sono testimonianza i reperti raccolti nelle aree collinari, che è possibile vedere nei musei locali.
Le ricchezze storiche del suo lavoro sono l’olio e il vino, e un tempo lo era anche il carbone fatto con la legna delle colline. Piccole e medie imprese sono ovunque, mentre la grande industria ha i suoi poli a Rosignano Solvay, con la chimica, e Piombino, con quel che resta delle acciaierie. Il turismo di massa è arrivato più tardi, preceduto da quello d’elite che aveva scelto Castiglioncello fin dalla metà del XIX secolo.
Avendo io un domicilio a Marina di Bibbona, è naturale per me fare del turismo tra i comuni di quell’area, e per dare un sentore di sistematicità a questa esplorazione, esporrò le mie opinioni facendo riferimento ai comuni che ne fanno parte, indicando anche le loro più importanti frazioni e le altre aree d’interesse storico, paesaggistico e naturalistico. Da nord verso sud, passo in rassegna i comuni della Costa degli Etruschi, accompagnando i commenti con dati elementari.
Santa Luce, prov. di Pisa, km² 66,62, Ab. 1577
E’ il più settentrionale dei comuni e anche il più lontano dal mare. Il paesaggio collinare che si attraversa per arrivarci è molto bello, con immensi uliveti, ma il paese in sé non dice molto. Sono più interessanti le sue frazioni, in particolare Pomaia, più vivace, e sede, tra l’altro, di un importante centro buddista. Inoltre, merita considerazione il lago di Santa Luce, attraversato dal fiume Fine, il quale sfocia poi in mare alle Spiagge Bianche. Nelle mezze stagioni, il lago di Santa Luce è tappa degli uccelli migratori, e diventa richiamo per gli appassionati di bird watching, e non solo per loro.
Castellina Marittima, prov. di Pisa, km² 45,52, Ab. 1957
E’ un bel paese chiuso in un anello antico che si apre per il paese nuovo. Vi si giunge per strade collinari con bei paesaggi tra campagna e macchia, per arrivare in un borgo nato sulle rocce. La sua storia è legata all’alabastro, che veniva cavato tra le pietre di queste colline, e il paese, grato ai suoi cavatori, all’alabastro dedica un museo.
Rosignano Marittimo, prov. di Livorno, km² 120,82, Ab. 30098
Pur essendo molto vicino al mare, Rosignano Marittimo lo domina dall’alto. Vi si giunge facilmente e si trova un paese attivo e ordinato, dominato a sua volta dal suo castello. Il territorio comunale è molto esteso e molto vario, annoverando, oltre al capoluogo, la rinomata stazione turistica di Castiglioncello, tra poche spiagge, molti scogli e la pineta fino in centro, cresciuta con il turismo intorno al castello Pasquini e espansa fino a fare un corpo unico con Rosignano Solvay. Questa è nata invece come area industriale e ora è assai più grande del capoluogo stesso, e ne fa uno dei comuni con il maggior numero di abitanti: ne ha più di Cecina. Conseguenza delle attività dell’industria chimica sono le Spiagge Bianche, a sud di Rosignano Solvay e fino a Vada. Il colore candido della sabbia è il risultato di decenni di scarichi di carbonato di calcio e altri residui chimici della Solvay, e nonostante la loro bellezza, le Spiagge Bianche vanno considerate aree pesantemente inquinate.
Riparbella, prov. di Pisa, km² 58,84, Ab. 1691
Si arriva a Riparbella su strade che attraversano gli uliveti e si trova un paese lungo e sottile, molto carino, tutto sul crinale delle colline, dove ti colpisce oggi una nutrita serie di murales molto ben fatti e intonati ai luoghi. Tutto il paese è intonato al recupero della memoria: trovi per strada idranti, cestini, tabacchiere decorati o ricavati da stili di molti anni fa, e non sai se sei in un paese della collina toscana, o sul set di un film in costume. Invece, è tutto vivo, e te lo dicono i murales stessi, che celebrano la vita quotidiana, forse solo un po’ idealizzata, non un’idea fine a se stessa.
Montescudaio, prov. di Pisa, km² 20,24, Ab. 2211
Paese bello e accogliente, pur nato intorno a un monastero, vantava una poderosa cinta muraria, che si evidenzia ora nella pianta del paese per l’andamento di talune strade. Montescodaio è noto come la città del pane, un pane toscano presente in molti piatti della cucina locale. Qui è nata la vocazione vinicola di questa zone, e ricordo, molti anni fa, una mappa dei vini in cui Montescudaio era in grande evidenza. Oggi la fama del vino di Montescudaio è stata superata da quella di altre vigne e altri vini, anche di luoghi vicini, ma il vino di Montescudaio rimane di gran pregio, e spicca sulla strada del vino della costa. Stessa cosa vale per l’olio, vanto di tutte queste colline
Guardistallo, prov. di Pisa, km² 23,61, Ab. 1200
Anche questo è un bel paese, meno vivace di Montescudaio, ma non meno interessante. Come gli altri è fatto di strade strette che si aprono quando si passa alle parti più recenti. Guardistallo è di origine antica, e il suo toponimo di origine barbarica; la sua mappa, dalla forma a ferro di cavallo, segue l’orografia delle sue colline, con la torre civica in alto. La cultura locale gira intorno all’olio d’oliva: gli uliveti fanno da contorno al paese ed è protagonista della cucina, sia da crudo, come in cottura.
Casale Marittimo, prov. di Pisa, km² 14,29, Ab. 1046
Questo paese di collina è un bel borgo perfettamente conservato, e in questa rassegne è secondo, in bellezza, solo a Suvereto, e come quello presenta angoli che ti invitano a restare, o a tornarci spesso. A suo tempo è stato per me una vera sorpresa: me ne aveva parlato bene Alessandra, ma non ero così convinto. Invece, arrivi a questo borgo che spicca sulla collina con strade che attraversano la campagna coltivata: un tempo doveva esser coperta di macchia mediterranea. Ma un bel comune che unisca Montescudaio, Guardistallo e Casale Marittimo sarebbe proprio un’eresia? Avrebbe un territorio di circa 58 km² e meno di 4500 abitanti, e quindi non sarebbe troppo grande; manterrebbe l’appartenenza alla provincia di Pisa e, probabilmente, riuscirebbe a gestirsi anche meglio di quel che già avviene nei comuni esistenti.
Cecina, prov. di Livorno, km² 42,52, Ab. 28070
La città capoluogo è vicina al mare, anche se più vicina c’è la frazione Marina. Questa è una vera città, dotata di tutti i servizi che a una città competono, compresi l’ospedale, le scuole superiori e ogni sorta di uffici pubblici. Credo proprio che ci stia bene, a Cecina, è tutto molto ordinato e tutto a portata di mano. Tutto è migliorabile, certo: si potrebbe incrementare la quota di verde nel centro cittadino, ma la disponibilità di spazio per l’infanzia mi sembra encomiabile. La frazione Marina è abbastanza diversa dalle altre località della costa: ha una quota maggiore di ricettività alberghiera ed una minore di appartamenti di proprietà o in locazione. Indipendentemente da ciò, non la apprezzo particolarmente.
Bibbona, prov. di Livorno, km² 65,68, Ab. 3182
Usciti dalla nuova Aurelia allo svincolo della California, si attraversa il paese omonimo, un tempo schiavo dell’Aurelia vecchia, e nato intorno alla fattoria del Gabbani, emigrante tornato dall’America che attribuì ad essa quel nome così particolare. Svoltando a sinistra dopo il paese, si va verso Bibbona. Qui, le colline sono basse e tondeggianti, e l’immancabile castello fa vedere le sue tracce solo nella disposizione dell’abitato. Tempo addietro, il paese non era molto ben tenuto, e sfigurava rispetto ad altri; oggi, per fortuna, non è più così. E’ bella la campagna intorno, piena di uliveti, anche se non mancano i terreni incolti. Sulle colline oltre il paese, la macchia della Magona attira l’attenzione dei naturalisti e di altri turisti, anche in bicicletta; ma il turismo si concentra soprattutto nell’abitato di Marina, sviluppatosi intorno al Forte, che vive soprattutto in estate. Il Forte, progetto d’ingegneria militare, fece parte di una rete di strutture difensive distribuite lungo la costa del Granducato di Toscana. Oggi è sede di mostre e conferenze.
Castagneto Carducci, prov. di Livorno, km² 142,33, Ab. 8614
Castagneto sta lassù in alto, e la si vede da lontano, passando lungo la costa. Prima o poi ti prende la curiosità di andare a vederla da vicino, e farai bene a soddisfarla, questa curiosità, perché ne vale la pena. E’ un paese di aspetto gradevole e di vita vivace, proprio come vorresti per casa tua, sviluppato intorno al castello della Gherardesca e ben tenuto tra botteghe artigiane e offerta culinaria. Inoltre, il comune di Castagneto comprende le frazioni sul mare, Donoratico e Marina, con le loro belle pinete, anche se qualche parte dei due paesi non è curata come dovrebbe. E poi c’è Bolgheri, famosa per il viale dei cipressi e per i suoi vini: il paese è molto commercializzato, e non c’è un angolo che non presenti la sua offerta; a tratti il turismo la soffoca. L’oasi del WWF del padule di Bolgheri merita di esser vista nelle stagioni e nei giorni giusti e, se per le stagioni si può puntare sulla primavera e sull’inizio dell’autunno, per i giorni è necessario informarsi, se non si vuol rimanere di princisbecco. I tomboli lungo la spiaggia, invece, sono visitabili in qualunque momento, e non sono disprezzabili.
Sassetta, prov. di Livorno, km² 26,75, Ab. 552
Ci sono tornato poco tempo fa, e ho visto un territorio in netta fase di decadenza che, oltre a spopolarsi, sta perdendo il suo tessuto di piccole imprese. Se non ci sarà una inversione di questa tendenza, fra non molto diventerà assurdo che Sassetta sia un comune autonomo. Il confronto con Capraia Isola, che ha ancor meno abitanti di Sassetta, non vale: l’isola è troppo lontana per non essere autonoma.
San Vincenzo, prov. di Livorno, km² 33,2, Ab. 6316
Qui siamo proprio sul mare, e il paese si snoda lungo la spiaggia per 5 chilometri. L’ho vista cambiare tanto da quando ci sono andato da bambino: ricordo quando l’Aurelia passava per il centro del paese e il mio stupore nel vedere, dalla stazione, il traffico deviato al di là della ferrovia; ricordo i carrelli della teleferica che portavano alla ferrovia il materiale di scavo della cava di San Carlo, che non serve più alla Solvay, ma è ancora attiva; ricordo gli stabilimenti balneari fatti di legno, e cosa cambiò quando incominciò la corsa alle spiagge sud con la creazione della Riva degli Etruschi. Oggi, il turismo ha cambiato tutto, il paese è cresciuto verso la collina, è cresciuto anche il porto turistico, che ha il suo centro nel Marinaio di Giampaolo Talani. La configurazione del paese non è cambiata, ma il suo centro è diventato un’area commerciale con pochi riferimenti al passato. Meritano una visita gli affreschi della chiesa parrocchiale ed è da non perdere la spiaggia di Rimigliano, a cui si giunge attraversando un bellissimo tratto di macchia mediterranea, in cui predominano i lecci.
Suvereto LI, prov. di Livorno, km² 92,47, Ab. 2893
La perla della Valcornia è il più bel borgo della Costa degli Etruschi da quando Bolgheri ha dismesso il ruolo di paese da vivere per assumere quello di un luogo da visitare da parte del turismo di massa. Presenta angolini che, da soli, valgono un viaggio, o almeno una deviazione. Ci si arriva da Venturina costeggiando il lato nord della valle del Cornia. Più in alto, dove una volta c’erano le sughere che hanno dato il nome al paese, le colline sono coperte di macchia, a fare da cornice. Oltre al paese, meritano di essere visti la via del vino, tra le cantine della zona e il parco naturale di Montioni, con testimonianza di tempi remoti.
Campiglia Marittima, prov. di Livorno, km² 83,28, Ab. 12212
Un tempo era nota per il fatto che da una stazione denominata Campiglia, ma che si trova a Venturina, parte il treno per Piombino e per la stazione del porto. Oggi, Campiglia è un borgo sulle colline da cui si gode una vista straordinaria sulla Valcornia, sul golfo di Follonica e fino all’isola d’Elba. C’ero stato molti anni fa, e non ne avevo un buon ricordo, ma la visita fatta in tempi più recenti mi ha fatto ricredere: è un bel posto da visitare, e non solo per la vista. La frazione di Venturina ha ormai superato il capoluogo per numero di abitanti e per attività, per la sua posizione sulle principali vie di comunicazione e per le sue terme, note dal tempo degli Etruschi e dei Romani. Ma la parte collinare è sicuramente quella più metitevole di essere vista.
Piombino, prov. di Livorno, km² 129,88, Ab. 32235
Al momento ho una conoscenza troppo superficiale di Piombino per parlarne: mi riprometto di farlo in seguito. Vorrei solo dire due parole sulla questione del cambio di provincia, perché c’è chi vorrebbe che Piombino passasse dalla provincia di Livorno a quella di Grosseto. Io credo che l’unico cambiamento auspicabile possa essere quello di una provincia di Piombino che comprenda anche i comuni dell’isola d’Elba, le isole di Montecristo e Pianosa e alcuni comuni limitrofi, come quello di Campiglia Marittima. Non so se questa soluzione sia strettamente necessaria, ma certamente risolverebbe più problemi del semplice passaggio a Grosseto.













